La penisola che culmina al St. John’s Point offre uno scenario davvero notevole. Percorrendo la stretta strada che dalla statale porta alla cima della penisola si può godere della vista del mare sui tre lati.
Poco prima della fine della strada si incontra sulla sinistra una bellissima spiaggia mai affollata. E’ il posto ideale per un bagno nell’oceano in una giornata calda come questa.
Riprendiamo la strada verso il faro che domina la parte terminale del St. Johns Point costellato di scogliere di roccia tagliente che si perdono nel mare.
E’ una serata bellissima e viaggiando verso Kellybegs per la cena godiamo di un bellissimo tramonto sulla baia.
Domani andremo alla scoperta del Donegal, della sua natura selvaggia, delle sue montagne e delle bellissime spiaggie, dei pescherecci e dei villaggi in cui davvero si parla ancora e solo gaelico.
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Oggi il tempo è stato assolutamente favolso e ci ha concesso di godere le spiaggie ed il paesaggio del Connemara al suo massimo splendore. Fortissimo il vento che ci ha tenuto compagnia per tutto il giorno, ha fatto volare il mio aquilone e ha tenute lontane le nuvole della pioggia.
Ci siamo diretti quasi subito verso Manin Bay dove le spiaggie ed il colore del mare potrebbero essere quelle dei caraibi. La zona è tutto un sussegguirsi di spiaggie di sabbia bianca, di coralli e di sabbia gialla.
L’acqua è pulitissima e la coreografia del paesaggio circostante è assolutamente perfetta.
Ci spostiamo verso Roundstone per il pranzo al mitico pub Shamrock: spicy chicken wrap e pinta di stout. Ci rechiamo al famossissmo negozio di Malachy Kearns ovvero il più famoso artigiano al mondo di bodhrans (i tradizionali tamburi irlandesi). La tappa è sempre piacevole perchè il negozio di Malachy è posto nel contesto di altre botteghe artigiane di gioiellieri, maestri di procellana, pittori ecc ..
Tornando verso Clifden ci fermiamo alla spettacolare Dogs Bay dove un’ampissima spiaggia a forma di afiteatro si stempera dolcemente verso il mare. Anche qui il vento è padrone ma non impedisce a qualche irlandese di farsi un bagno nella acque dell’oceano.
Torniamo a Clifden per un meritato caffè con ancora impresse nella mente le vivide immagini dei luoghi che abbiamo visitato oggi cercando di non pensare che mancano solo pochi giorni al nostro rientro in Italia.
Merita uno spazio tutto suo il mio aquilone. E’ una passione recente che mi è stata trasmessa da un caro amico che non finirò mai di ringraziare.
La sensazione in avere il vento tra le mani è qualcosa di indescrivibile e la prima volta che mi hanno parlato seriamente di aquiloni ho pensato subito all’Irlanda: spiaggia immensa e vento fortissimo!
Ho deciso di acquistare un aquilone da traino (tipo quelli per il kite surf) giusto per inizare a prendere confidenza con i comandi. Pilotarlo è facilissimo e quando ti senti strappare via dalla virata l’adrenalina è forte. Questo aquilone in condizioni di vento massimo alza da terra 100Kg pertanto siamo al limite tra la mia e la sua forza. E’ un gioco di equilibrio
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Ci svegliamo sotto un’acquazzone violento che sembra ancora più forte amplificato dal tetto di vetro della spelndida veranda che ci ospita per la colazione. Il tempo di finire l’ultimo sorso di caffè e il sole comincia a fare capiolno tra le nubi ormai bianche. Decidiamo di esplorare la penisola di Dingle nella parte nord occidentale.
Imbocchiamo la Connor Pass road e dal passo godiamo di una vista magnifica: da una parte la baia di Dingle e dall’altra quella di Brandon entrambe dominate dalle montagne della penisola.
Scendiamo verso Brandon Bay fino a Brandon Point. Prima di raggiungere il punto panoramico scorgiamo una spiaggia che sembra fatta apposta per sfoderare nuovamente il mitico aquilone. Sfidiamo ancora una volta il vento forte che riesce di nuovo a strappare uno dei nodi della vela.
Riprendiamo la strada che porta a Brandon Point dove ci attende una splendida vista sull’oceano atalantico. Facciamo due chiacchere con un naturalista tutto intento a maneggiare dei potenti cannocchiali. Ci spiega che sta cercando di avvistare delle balene. Dopo un paio di minuti ecco lo spettacolo e per la prima volta in vita mia vedo con molta chiarezza una balena! Un’esperienza indimenticabile.
Torniamo verso il Connor Pass e ci fermiamo per una zuppa calda (ci vuole proprio oggi .. nonostante il sole il termometro esterno segna 12 gradi) a Colaghane, un paesino adagiato sulla Brandon Bay dove il tempo sembra davvero essersi fermato: odore di torba che brucia nei camini, gli asini, i vecchi che con un
cenno della loro mano ti danno il benvenuto e i gabbiani che giocano sulla piaggia. Dopo 5 giorni ora siamo veramente sicuri di essere in Irlanda!
Torniamo al nostro b&b dove ci attente una meritata tazza di caffè fumante e un paio di dolcetti fatti in casa di quelli che ti rimettono in pace con il mondo intero. Oggi l’Italia ci sembra davvero molto ma molto lontana.
Dopo una spettacolare colazione al Woodlands a base di pancakes e sciroppo d’acero ci accingiamo a lasciare Kinsale un pò più poveri di ieri: il B&B (per altro molto raffinato) ci è costato più del previsto. Al diavolo … siamo comunque in vacanza o no ?!
Con il favore del sole ci dirigiamo verso Dingle passando per Killarney. Sulla strada tra Cork e Killarney (più precisamente nei pressi di Macroom) c’e’ il visitor centre della Prince August. Per chi non la conoscesse è una fabbrica assolutamente artiginale di pezzi per scacchi, soldatini e minature in genere tutti rigorosamente in metallo. Entrarti nella fabbrica sembra quasi di essere nel regno di Babbo Natale.
Proseguiamo il nostro viaggio sotto una pioggia che sembra essere sempre più insistente. Dopo un paio d’ore raggiungiamo la spettacolare ed infinita spiaggia di Inch (vicino a Dingle). Il tempo per una zuppa (of the day) e via in spiaggia a provare l’aquilone. Il vento è insostenibile e più di una volta mi sono staccato da terra per una trentina di centimetri.
Alla fine l’aquilone si è staccato dal cordame e una specie di uragano si è abbattutto sulla spiaggia.
Recuperiamo l’aquilone e proseguiamo verso la nostra meta. Arriviamo a Dingle dove finalmente ci aspetta di nuovo un caldo sole ed uno splendido arcobaleno!
Ci rinfranchiamo con un bel caffè caldo nella veranda del b&b di oggi che gode di una bella vista sulla baia.
Optiamo per una passeggiata in città e un’escursione sulle colline davanti a Dingle dalle quali si può godere di un panorama mozzafiato con la sola compagnia di una moltitudine amichevole di gabbiani.
Ci godiamo il tramonto del sole dietro le ultime nuvole e decidiamo per la cena. Prenotiamo alla Old Smoke House.
Dingle offre innumerevoli divertimenti serali e praticamente tutti i pub (ce ne saranno una trentina) ospitano sessioni di musica tradizionale di altissima qualità.
La giornata si presentava un pò grigia e così abbiamo deciso di dirigerci verso la distilleria di Midleton passando per l’isola di Fota e una breve visita a Cobh.
La visita alla distilleria è un modo piacevolissimo per immergersi per qualche ora nel mondo del whiskey irlandese targato famiglia Jameson. Impossibile non cedere al fascino del luogo che mescola impressioni visive e olfattive molto penetranti.
Lasciata Midleton (non senza qualche difficoltà … non so voi ma 6 assaggi di whiskey a mezzogiorno a stomaco vuoto mi hanno decisamente messo alla prova) rientriamo verso Kinsale puntando verso Old Head e il favoloso Speckled Door.
Finito il generoso pranzo il sole decide di tornare e il pensiero corre subito all’acquilone. Mi ricordo di una spiaggia dalla bandiera blu qui vicino. Non perdiamo tempo e dopo una decina di minuti eccoci a provare l’emozione di un vento forza 5 direttamente sulla spiaggia. Che emozione !
Purtroppo il vento era davvero forte e l’aquilone ha subito un piccolo incidente. Speriamo di riportarlo in forma per domani: ci aspetta lo spettacolare spiaggione di Inch vicino a Dingle!
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