Atterriamo all’aereoporto di Shannon puntualissimi. Il cielo è nuvoloso ma il sole si concede di tanto in tanto inducendo a sperare in meglio. Sbrigate le formalità con la Budget prendiamo possesso di una Hunday Accent a cambio automatico. Il mezzo è in condizioni mediocri ma si rileva comodo da guidare. Mordiamo la strada e ci dirigiamo alla volta di Dingle guidati dall’inossidabile voce di Chiara.
Man mano che ci avviciniamo alla contea di Kerry il tempo migliora e raggiungiamo il nostro b&b sulla Connor Pass Road sotto un sole quasi mediterraneo. La temperatura è gradevolissima e ci concediamo una pausa nella splendida veranda della Dunin House.
Decidiamo di visitare le scogliere a ovest e godere al meglio della vista sulla baia.
Qui una brezza tesa e frizzante ci riporta alla normalità del clima irlandese. Torniamo in città in tempo per prenotare un tavolo alla Old Smokehouse e preparare lo stomaco ad una delle migliori fritture di pesce della zona.
Concludiamo la serata migrando da un pub all’altro del vivacissimo centro di Dingle. Domani ci aspetta l’incantevole spiaggia di Inch.
E’ la prima volta, dopo tanti vaggi in Irlanda, che ho deciso di cambiare la routine e volare direttamente a Shannon. A posteriori mi sento di dire che sia una scelta molto comoda per chi, come me, ama soprattutto la costa ovest dell’isola.
Il nostro ultimo giorno in Irlanda comincia con la colazione di rito alla Ardmore House. Contiamo di coprire il più velocemente possibile la strada da Clifden a Dublino e goderci le ultime ore sula spiaggia di Portmarnock. Salutiamo la cortesissima Cathline e le confessiamo di non sopportare nemmeno noi (pur essendo italiani) il chiasso di una compagnia di signore mediterranee che hanno letteralmente invaso il b&b.
Ci lasciamo alle spalle la Sky Road e cerchiamo di goderci gli ultimi scorci di oceano mentre il sole sembra deciso a farla da padrone. Raggiungiamo i dintorni della capitale d’Irlanda con largo anticipo (un saluto particolare và al povero Garda in motocicletta che sulla M4 non è riuscito ad estrarre il suo misuratore di velocità portatile mentre gli sfrecciavo davanti a 220Km/h posseduto da una Zafira in grande forma. Mi dispiace amico … sarà per la prossima volta).
Il tempo di un pasto e di un ultima ahimè pinta allo Star di Swords e ci dirigiamo verso Malahide e poi fino allo spiaggione di Portmarnock. La giornata è splendida e ne approfittiamo per una lunga passeggiata sulla sabbia.
Guido verso l’aereporto e mi sento già in balia della nostalgia. Riconsegno la Zafira all’ufficio della Hertz. Ormai ci siamo. Passiamo il check-in, il gate e ci lanciamo in un’interminabile scarpinata fino al’uscita D77. Saliamo sul volo e già si sente troppo parlare italiano. Atterriamo ad Orio al Serio puntuali.
Arrivderci Irlanda
Ci svegliamo e subito le nostre aspettative di una belle giornata di sole vengono tradite dalla foltissima coltre di nebbia che avvolge la Sky Road. L’ottima colazione alla Ardmore House ci ridona un pò di fiducia e imbocchiamo la strada per Roundstone decisi comunque a visitare le splendide spiagge del Connemara.
La prima spiaggia usciti da Clifden e’ la Coral Beach il cui nome rende giustizia ad una vasta distesa di sabbia solcata da strisce di frammenti di corallo di tutti i colori. La temperatura è piacevole ma il sole fatica a farsi strada tra una coltre di nuvole basse che sembrano affezionarsi troppo alla regione.
Decidiamo di puntare verso la Manin Bay dove raggiungiamo a piedi un vero angolo di paradiso. Mi verrebbe davvero voglia di fermare il tempo esattamente in questo luogo dove una spiaggia bianchissima e le colline che diradano fanno da cornice perfetta ad un mare azzurro e cristallino. Peccato sempre per l’assenza del sole ma ci godiamo ugualmente una splendida passeggiata.
Torniamo in auto a Roundstone dove ci concediamo l’ultima visita agli shop. Prendo una tazza di caffè caldo e qualche dolcetto in un localino con vista sul molo del villaggio. Decidiamo di riprendere la strada e cercare una spiaggia che ci ricordiamo vicino al Connemara Golf Club.
Raggiungiamo la spiaggia proprio quando il sole si decide a prendere coraggio e mostrarsi anche se timidamente. La spiaggia e’ meravigliosa e non resistiamo alla tentazione di toglierci le scarpe ed assaggiare un pò di oceano sulla pelle. La sabbia è bellissima e per qualche minuto, così a piedi scalzi ed il mio aquilone, torno bambino dimenticandomi di tutto.
Decido che questo sia il posto dove dire addio alle mie scarpe. V sembrerà strano che ne parli ma dovete sapere che queste scarpe le ho messe per la prima volta durante il mio primo viaggio in Irlanda 13 anni fà. Insieme a me hanno camminato in lungo e in largo sopattutto su questa isola, Ormai non ce la fanno più ma sono sicuro che se potessero parlare mi pregherebbero di essere lasciate qui a riposare, qui su queste spiagge dove sono in un certo senso nate.
Torniamo verso la Sky Road con una buona dose di melanconia nel cuore. La vacanza in Irlanda sta per finire ma alle spiagge del Connemara abbiamo promesso un arrivederci.
Ci svegliamo di buon ora e consumiamo dei favolsi pancakes al miele selvatico nella veranda del b&b che ci ospita. La vista sulla baia di Dingle è meravigliosa e l’incanto è rotto solo dalla piogga che a tratti scroscia sul tetto. La meta di oggi è la magica Doolin nella contea del Clare, un minuscolo villaggio di pescatori che deve la sua fama ad una tradizione musicale che si perde alle origini del folk irlandese.
Decidiamo come di consueto di saltare Limerick e prendere il traghetto sullo Shannon a Tarbert. Da Dingle ci dirigiamo oltre il Connor Pass e sostiamo sulle rive dell’oceano in una splendida spiaggia di sabbia bianca. Il vento è gelido e le nuvole promettono pioggia. Ci prepariamo ad un tradzionale arrivo in una Doolin coperta di nebbia e umidità.
Il breve tragitto a bordo del ferry che attraversa lo Shannon è sempre piacevole a patto di sfidare il freddo stando sopra il ponte che corre lungo i lati dell’imbarcazione. Attraversiamo la foce del più grande fiume d’rlanda e sbarchiamo nel Clare dove ci attende una pioggia battente. Guido verso Doolin e con grande stupore la giornata si trasforma in pochi minuti e quando siamo in vista delle splendide coline che scendono verso il villaggio un caldo sole è alto nel cielo d’Irlanda.
Una sosta d’obbligo al Magnetic Music Cafè dove una tazza di zero bollente e una fetta di torta con abbondante panna ci rimette al mondo. Questo luogo è davvero particolare, intriso di un’atmosfera mistica e raccolta dove la musica è l’elemento principale. Un rapido giro per i negozzietti e ci dirigiamo al molto principale.
Da qui decidiamo si rilsalire la costa fino alle scogliere. Lo spettacolo della roccia è magnifico se sembra di camminare sopra una gigantesca forma di groviera. Il pomeriggio è perfetto e dopo una lunga camminata raggiungiamo la base delle Cliffs dalle quali si gode una vista indescrivibile. Mi siedo appollaiato in mezzo alle roccie a strati.
Mi piace pensare che sia così che si senta un gabbiano da queste parti. Vorrei prendere anche io il volo e vedere questa Irlanda dall’alto. Torno con i piedi e la mente per terra e piano piano riprendiamo la via del molto perdendoci in mezzo ai campi che costeggiano la spiaggia.
Torniamo al b&b per riposarci un poco prima di immergerci nell’atmosfera notturna del villaggio.
Il ricordo della memorabile cena al Paddyfrog è ancora vivissimo quando ci svegliamo di buon ora pronti per la colazione. Scendiamo le scalette che portano al piano terra di questo stupendo b&b e chiediamo la nostra dose giornaliera di pancakes.
Il cielo è grigio ma le nuovole si muovono veloci e ci lasciano sperare in un imminente schiarita che puntuale non si fà attendere. Riprendiamo il nostro viaggio e ci dirigiamo verso Dingle. Incrociamo un’immensa torbiera costeggiata da un’impenetrabile foresta. Convinti che certamente sia la dimora di qualche folletto, parcheggiamo e ci addentriamo tra gli alberi. Lo spettacolo della luce che filtra a mala pena tra le fronde coperte di muschio è incredibile. Camminiamo su quello che sembra un’immenso animale morbido e peloso. I nostri passi non fanno rumore completamente assorbiti dal silenzio della foresta. L’atmosfera è degna di una saga fantasy e a malincuore riprendiamo la strada.
Una ventina di chilometri prima di Dingle troviamo la spiaggia di Inch (così chiamata perchè sembra un ditone di sabbia e dune che si protende nell’oceano). Il sole è alto nel cielo e il vento comincia a sferzare: è ora di preparare l’aquilone.
Le raffiche di vento mi permettono qualche evoluzione e, lo confesso, mi diverto come un bambino. La sensazione di avere tutto quel vento tra le mani è inebriante.
Ci concediamo una pausa al caffè della spiaggia dove una vetrina fitta di ogni sorta di dolce vince facilmente le nostre resistenze. Dalla vetrata del caffè si gode di una magnifica vista sulla spiaggia e ancora una volta mi sento invaso, intriso, permeato d’Irlanda. L’Irlanda non la puoi raccontare ne con le parole ne con le fotografie. L’Irlanda la devi sentire con il suo vento gelido, l’odore della torba bruciata, il tintinnio dei bicchieri e il sorriso di un vecchio che sembra avere mille e una storie da raccontare.
Ci rimettiamo in marcia e ci godiamo fino in fondo senza fretta lo spettacolo della costa dell’ultima penisola del Kerry prima di raggiungere Dingle e la Connor Pass Road dove alloggeremo per la notte.
Al mattino un cielo azzurrissimo ci sveglia da un sonno ristoratore. Consumiamo la colazione al b&b a base di deliziosi pancakes bagnati di sciroppo d’acero a guarniti con banane e fragole. La bella giornata ci mette subito di buon umore e ci mettiamo in viaggio verso il sud-ovest.
Guido verso Kenmare dove ci fermiamo per sgranchire le gambe. Il centro di Kenmare è terribilmente pittoresco e immerge il visitatore nella tipica vivace e coloratissima atmosfera dei villaggi irlandesi.
Ogni negozio, pub o ristorante sembra fare a gara con gli altri per farsi notare e alla fine l’effetto è un insieme magicamente perfetto di armonie cromatiche.
Proseguiamo la strada che segue la costa sud del Kerry e ci fermiamo vicino a Sneem a visitare una spiaggetta seminascosta indicata a ragione “White Sdrand”. La spiaggetta di sabbia bianca si affaccia sul mare abbracciata da una scogliera robusta e scivolosa. Lo spettacolo è indescrivibile. Ci siamo solo noi ed un paio di gabbiani. Il sole e caldo e il vento schiaffeggia piacevolmente il mio viso. Mi sento davvero in pace con il mondo.
Ci rimettiamo in viaggio e decidiamo di pranzare sulla spiaggia tra Liss e Glanberg (sulla N70) dove c’e’ un localino che si affaccia proprio sul mare. Un ottimo fish&chips e una passeggiata sulla bellissima spiaggia. Con mia grande sorpresa noto un paio di clienti del locale che navigano in internet con il loro laptop. Corro in auto a prendere il mio e in pochi secondi sono in rete da una delle più remote spiagge d’Irlanda.
Per un attimo il contatto con il computer mi riporta alla realtà e mi ricorda gli impegni, il lavoro e l’Italia. Un altro sorso di stout e i ricordi svaniscono subito. E’ pazzesco come in questo luogo ci si riesca veramente a perdere (nel senso figurato del termine) ed abbandonare progressivamente ogni contatto con la realtà.
Riprendiamo la strada per Waterville mentre il sole e l’azzurro del cielo lasciano man mano spazio ad alcune nuvole cariche di pioggia. Ci prepariamo al quotidiano acquazzone irlandese.
Il 2007 non è ancora finito e sto già pensando alle vacanze dell’estate 2008. Con alcuni amici sta maturando l’idea di affittare un cottage (in Irlanda ovviamente) dove trascorrere un paio di settimane in assoluto relax ed in pace con l’universo.
La scelta credo che alla fine cadrà sul Connemara che mio avviso meglio si presta all’idea di infinita quiete e tormentata armonia ovvero le medicine migliori dopo mesi di fatiche lavorative e di piccole grandi battaglie quotidiane.
Ho raccolto una lista di siti web che offrono la possibilità di mettersi in contatto con le agenzie o direttamente con i proprietari per prenotare l’affitto e valutarne le opportunità. Sfogliando questi catologhi virtuali si è subito colti dall’imbarazzo della scelta. Numerosi sono i cottages localizzati in posizioni da cartolina, finemente arredati in ogni particolare e corredati di ogni comodità.
http://www.rentacottage.ie/
http://www.irishcottageholidays.com/
http://www.shamrockcottages.co.uk/
http://www.cc-cottages.com/
http://www.irish-cottages.net/
http://www.country-holidays.ie/
http://www.irishoceancottages.com/
Se cercate in internet le chiavi sono oltre a cotttage anche self catering e holiday home.
I criteri di scelta che ci siamo posti sono semplici ma irrinunciabili: Connemara, prossimità spiaggia, vicino ad un campo da golf e a portata di pub. I prezzi non sono eccessivi e nell’arco delle due settimane risultano infinitamente più economici del B&B.
Lasciamo il Donegal di buon ora e ci aspetta un lunga strada verso la capitale. La giornata non è bellissima e tutto sommato non ci dispiace spenderla in viaggio.
Ci mettiamo in auto con il ricordo dell’ultima sera trascorsa ancora in Ardara e della cena da Nacy’s Bar, un pub veramente straordinario dove l’atmosfera è talmente amichevole che la prima cosa a cui pensi quando entri è di metterti in ciabatte e scelgelrti una stanza dove rilassarti e passare la serata.
Attraversiamo un tratto di Irlanda del Nord e passiamo da Enniskillen dove ci rinforniamo di carburante ai prezzi ahimè del Regno Unito.
Ci fermiamo per il pranzo a Kells (la città divenuta famosa per il Book of Kells ovvero il codice miniato più antico e prestigioso di tutta la storia irlandese).
Proseguiamo verso Drogheda passando per la valle di Boyle (dove si trova New Grange) e raggiungiamo Dublino sotto un bellissimo sole ed una temperatura così gradevole che ci induce a deviare subito per la spiaggia di Portmarnock.
Siamo a Dublino per la nostra ultima sera in Irlanda.
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La giornata si presenta ancora pittosto nebbiosa e così decidiamo di visitare Londonderry. L’idea di sconfinare in Irlanda del Nord non ci fà impazzire ma la curiosità di vedere la città ci spinge a percorrere il centinaio di chilometri di distanza.
Parcheggiamo l’auto vicino al centro e decidiamo di percorrere a piedi tutta la cinta di mura che avvolge il cuore pulsante della città. L’impressione che ci lascia Derry è molto diversa da quella che ci lasciò Belfast l’anno scorso. Derry è vivace, moderna e a tratti molto inglese ma conserva delle sfumature molto accentuate di Irlanda che la rendono davvero piacevole.
I pub sono favolosi e l’architettura dei loro interni raffinatissima. Le persone che abbiamo incontrato sono state estremamente cortesi e gentili.
La sensazione cambia completamente lasciando il centro e dirigendosi verso il Sunday Bloody Sunday Memorial. Il quartiere è contrassegnato da numerosi murales (simili a quelli di West Belfast) e di scritte inneggianti alla lotta e all’ I.R.A. La nostra memoria corre subito alle canzoni e alla cinematografia che ha trattato il tema dei troubles.
Lasciamo Derry dopo un disguido piuttosto divertente nel pagamento del parcheggio e ci dirigiamo di nuovo in Irlanda (la Repubblica) verso Buncrana.
La spiaggia che si incontra sulla sinistra prima del paese è spettacolare e il sole che ora domina il cielo ci impone una sosta. Proseguiamo per Buncrana dove ci fermiamo per un pranzo decisamente in ritardo.
Torniamo verso Donegal Town e ci fermiamo per un’ultima aquilonata alla spiaggia vicina a Mountcharles. Ci aspetta l’ultima sera in Irlanda lontani da Dublino e dall’aereoporto che ci farà tornare alla realtà.
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Ci sevgliamo anche oggi con il favore del sole che purtroppo però ben presto lascia il posto alla nebbia. Ma è giusto così: il Donegal merita di essere visitato, percorso e scoperto anche con questo tempo.
Partiamo verso il cuore del Gaeltacht (la comunità gaelica più forte di tutta la Repubblica d’Irlanda) e, percorrendo strade costiere costellate di spiaggie e colline disseminate di stupende torbiere, raggiungiamo Glencolmcille dove ha sede un centro culturale gaelico molto frequentato.
Sostiamo per il pranzo nell’incantevole An Chistin dove dai tavoli affacciati all’esterno si gode di una bellissima vista sulla spiaggia del villaggio. L’atmosfera qui è davvero quella degli avamposti alla fine del mondo.
Riprendiamo il nostro percorso e con una buona dose di pazienza ci avventuriamo per la sterrata che porta a Fort.
La strada è larga come la nostra auto e terribilmente accidentata. In compenso il panorama che si cela dietro ogni curva e dietro ogni dosso e’ spettacolare.
Torniamo all’interno verso la quasi alpina Adara e poi a Glenties.
In questi percorsi il Donegal mostra il suo lato più selvaggio dove la natura esplode in mille colori e gli animali che la abitano fanno capolino ad ogni angolo.
Stanchissimi ma soddisfatti torniamo verso il b&b di St. Johns Point. Domani sarà l’ultimo giorno di esplorazioni prima del ritorno a Dublino.
Un pò di tristezza comincia a serpeggiare. La cura migliore la troveremo stasera a base di malto
Una nota sull’ospitalità: credo che mai come in questa regione la gente sia estramente cordiale ed amichevole.
Chiunque incontriate vi saluterà. In automobile faranno la gara per lasciarvi la strada. Nei pub non vedranno l’ora di raccontarvi qualche storia o di ascoltarela vostra. In questo senso davvero hai la senzazione di essere alla fine del mondo …

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