Ieri sera abbiamo ceduto al richiamo della vivace vita nottura della capitale e dopo una cena a Swords all’Old Boro ci dirigiamo verso la Temple Bar. L’atmosfera è quella di sempre e per di più siamo a sabato sera e le vie del centro ci popolano di migliaia di persone in cerca della pinta perfetta.
Tentiamo di entrare al Gogarty (un vero tempio della musica tradizionale a Dublino) ma è veramente impossibile varcare la soglia. Dopo una passeggiata per il centro di Temple Bar ci dirigiamo ad uno dei locali notturuni più belli e coreografici della città: lo Zanzibar. La malinconia prende il sopravvento e solo del buon whiskey irlandese riesce in parte a curarla.
Ci svegliamo oggi con la sensazione che qualcosa di veramente speciale stia finendo come al termine di ogni mio soggirono in Irlanda.
Optiamo per un giro veloce di nuovo in centro per gustare gli ultimi attimi di magia al Gogarty e un salto alla distilleria della Jameson.
Il nostro aereo è puntuale e alle 17:40 decolliamo da Dublino mentre il capitano ci assicura che a Bergamo troveremo una splendida serata e 32 caldissimi gradi. Accidenti ! Atterriamo a Bergamo in anticipo rispetto al previsto e ci sorbiamo un’interminabile coda al controllo documenti della dogana dove centiania di persone assiepate transitano davanti ad un unico sonnolento polizziotto. Gli irlandesi si lamentano un pò ed io comincio di nuovo a non sentirmi più a casa. Mi consola solo l’idea che presto tornerò di nuovo in Irlanda.
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Andiamo a cenare nel delizioso 22 Main Street a Killybeegs dove mi concedo tre ostriche come antipasto (divine!) e uno stinco di agnello al forno che sfiora la perfezione.
Cerchiamo un locale dove passare la serata e ci viene in mente che ad Ardara durante il giorno ci eravamo fermati per un caffè alla Corner (public) House che ci era parso il pub più irlandese di tutta la vacanza.
Nonostante la bottoglia di bianco cileno mi metto incoscientemente alla guida verso Aradara che consiste in una strada di sole curve e toranti che si inerpica nel buio totale e nella nebbia verso le montagne per una ventina di chilometri. L’antenna del gps decide di abbandonarmi dopo i primi due.
Lo spettacolo e l’atmosfera che ci attende una volta varcato l’uscio della Corner House è indescrivibile. Siamo gli unici turisti e il pub è pieno in ogni angolo. Alla sinistra entrando otto musicisti di qualità sublime intrattengono il pubblico locale con un repoertorio raffinatissimo che comprende anche degli intermezzi di story-telling.
Il pubblico partecipa vivace e giocoso. Man mano che la gente si accorge della nostra presenza (una macchina fotografica e la giacca antipioggia sono un marchio difficile da celare) si avvicina per salutarci e darci il benvenuto. Il calore umano e la spirito così amichevole ci fanno subito innamorare di questo posto.
La serata trascorre in un tripudio di musica tradizionale, racconti e chiacchere da pub. Una serata davvero indimenticabile. Guido verso St. Johns Point cercando di conservare il più possibile nel cuore i bei momenti da poco vissuti. Mi addormento sempre più convinto di avere sempre trovato in questa terra quello che cerco.
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L’atmosfera che si vive in un pub irlandese tradizionale è veramente difficile da descrivere anche se si hanno a disposizione come in questo caso parole, suoni e immagini.
Ieri notte abbiamo trascorso la serata al Mannion’s pub a Cifden. Secondo la mia personalissima esperienza penso che gli ingredienti ci siano stati tutti: musica tradizionale (contanto di cantante suonatore di cucchiai), pescatori locali completamente sbronzi, whiskey a fiumi, turisti maleducati (non me ne vogliano davvero … ma in questo caso si trattava di francesi), risse coreografiche, irruzione dei Gardi e una Dirty Old Town cantata da chiunque fosse dentro e fuori il locale a riportare l’equilibrio cosmico nel pub.
Penso che per un non-irlandese sia difficile comprendere come la scazzottata da pub sia ancora una pratica così diffusa qui. Per onor della cronaca però è necessario chiarire che si tratta di qualcosa di completamente diverso dalla rissa alla quale siamo abituati in italia ad esempio discoteca. Qui le persone vanno avanti per decine di minuti a prendersi in giro in modo assolutamente scherzoso e terribilmente fantasioso “guarda che panzone che hai non riusciresti a sollevare la gonna di tua moglie!” … a cui si risponde “sei talmente ubriaco che se ti cadono i pantaloni non te ne accorgi!” … e così via (mi ricorda tanto il gioco di ambientazione piratesca Monkey Island). Alla scazzottata si arriva quasi per gioco e molto difficilmente si assiste a della vera cattiveria.
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Decidiamo di cenare a Clifden alla Old Station House ovvero l’ex sala d’aspetto della vecchia stazione dei treni: un locale davvero affascinante.
Per raggiungere Clifden da dove alloggiamo percorriamo la Sky Road lower in tutta la sua estensione.
Itinerario assolutamente d’obbligo per chiunque voglia visitare il Connemara, la Sky Road serpeggia lungo una piccola penisola immediatamente a nord di Clifden. Il panorama che si può ammirare è strepitoso! Spiaggie di sabbia bianchissima, rocce brulle e il tipico paesaggio rurale di questa zona dell’Irlanda dove davvero sembra che il tempo si sia fermato.
Ceniamo a Clifden e poi decidiamo di spingerci verso Roundstone dove si conclude proprio questa sera un festival estivo che comprende ovviamente anche delle meravigliose sessioni di musica tradizionale.
Il tempo volge al peggio e insieme alla pioggerella irlandese comincia a scendere una folta nebbia. So che per molti possa suonare strano soprattutto per chi non sia mai stato qui, ma vi assicuro che il fascino di queste terre e soprattutto dei luoghi come il Connemara si può apprezzare moltissimo anche e forse di più con un tempo apparentemente così avverso.
Prima di raggiungere il pub per la cena ci concediamo una visita alla Clare Jam Co. Il negozio (annesso alla casa dei gestori) può definirsi il paradiso della marmellata e si trova in mezzo alle colline che separano il villaggio di Doolin dalla strada statale che porta alle Cliffs Of Moer. Potete trovarvi marmellate e gelatine di ogni tipo dalle mitiche arancia e whiskey (rigorosamente irlandese), alle fragole e champagne ai mirtilli con il portoe così via.
Raggiungiamo O’Connor pub abbastanza presto e, preso posto sugli sgabelli del bancone, ordiniamo la cena: per me una trota di mare grigliata condita con capperi, formaggio di capra su di un letto di peperoni, melanzane e cipolle. Divina ! Cenare al pub in Irlanda significa gustare piatti assolutamente al pari di un buon ristorante sia per la qualità del cibo sia per la cura nella presentazione dei piatti.
In attesa che arrivino le 9:30 e qualche musicista dia il via all’immancabile sessione di musica tradizionale decido di ordinare un bicchiere di Midleton ovvero il whiskey irlandese più raro e prezioso. Lo sforzo (economico) viene subito ripagato e vengo travolto da un insieme di aromi e profumi davvero imparagonabili.
Il trio che ci intrattiene questa sera comincia il suo repertorio di musica tradizionale. La magia del pub O’Connors raggiunge il suo apice. A fine serata di spostiamo al Mc. Dermott’s dove la musica si conclude un pò più tradi ed assistiamo ad un quintetto giovanissimo anch’esso di altissima qualità. Torniano al b&b sotto una pioggia battente ed un cielo senza stelle che lascia presagire per domani un’altra assolutamente tipica giornata nella contea di Clare. Nonostante questo sono felicissimo.
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Lasciamo Dingle e ci dirigiamo verso Tarbert dove contiamo di prendere il traghetto che ci porterà a Kilrush attraversando lo Shannon e facendoci risparmiare il tempo e i chilometri necessari a costeggiare la baia di Limerick.
La giornata presenta il lato più tipico del tempo irlandese: nebbiolina, pioggia ora lieve ora più forte, vento e qualche spizzico di sole.
Saliamo sul ferry nella speranza di avvistare qualche delfino lungo il tragitto sullo Shannon ma non abbiamo fortuna.
Raggiungiamo Doolin come sempre è successo in tutti i miei viaggi ovvero avvolti nella nebbia e sotto la pioggia. Non sarebbe Doolin altrimenti.
Un pranzo e una pinta da O’Connors e subito una visita d’obbligo al Magnetic Music Cafè: un luogo davvero unico che ospita al contempo un negozio di musica (quasi tutta tradizionale doc) e un caffè dove assaggiare delle deliziose torte fatte in casa.
Non so dire che cosa abbia di così particolare questo luogo ma vi assicuro che una volta seduti ad uno dei tavoli vi sarà davvero difficile decidere di uscire di nuovo fuori.
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La cena alla Old Smoke House è stata perfetta. Il salmone era degno rappresentante della tradizione culinaria irlandese e l’estasi alimentare mi ha spinto fino ad uno strepitoso pudding con la crema.
Ci siamo trasferiti poi dall’altra parte della strada in uno dei pub istituzionali di Dingle: Small Biridge Pub. Qui una coppia di ragazzi era già alla prese con reels e jeegs scanetati.
A loro si è aggiunto un simpaticcisimo ragazzo spagnolo che, incurante di una vistosa ingessatura al braccio destro, ha infilato le scarpette da ballo tradizionali e ha sfoderato un repertorio di passi e tempi in perfetta sintonia con i musicisti.
Questo è un aspetto che mi ha sempre colpito di come viene vissuta la sessione di musica tradizionale al pub. Il concetto per noi è inusuale: non c’è mai un programma stabilito, chiunque può parteciparvi e chiunque viene accolto con un calore tutto irlandese a suon di pacche sulla spalle e pinte di birra.
Il vero craig (intraducibile dal gaelico ma che piùo meno significa lo stare insieme al pub bevendo, cantando, ballando e raccontando storie) è un’esperienza che non ho mai trovato in altri paesi del mondo e qui è diffusa e condivisa a tutti i livelli sociali, le fascie d’età e qualsiasi appartenenza.
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Dopo una spettacolare colazione al Woodlands a base di pancakes e sciroppo d’acero ci accingiamo a lasciare Kinsale un pò più poveri di ieri: il B&B (per altro molto raffinato) ci è costato più del previsto. Al diavolo … siamo comunque in vacanza o no ?!
Con il favore del sole ci dirigiamo verso Dingle passando per Killarney. Sulla strada tra Cork e Killarney (più precisamente nei pressi di Macroom) c’e’ il visitor centre della Prince August. Per chi non la conoscesse è una fabbrica assolutamente artiginale di pezzi per scacchi, soldatini e minature in genere tutti rigorosamente in metallo. Entrarti nella fabbrica sembra quasi di essere nel regno di Babbo Natale.
Proseguiamo il nostro viaggio sotto una pioggia che sembra essere sempre più insistente. Dopo un paio d’ore raggiungiamo la spettacolare ed infinita spiaggia di Inch (vicino a Dingle). Il tempo per una zuppa (of the day) e via in spiaggia a provare l’aquilone. Il vento è insostenibile e più di una volta mi sono staccato da terra per una trentina di centimetri.
Alla fine l’aquilone si è staccato dal cordame e una specie di uragano si è abbattutto sulla spiaggia.
Recuperiamo l’aquilone e proseguiamo verso la nostra meta. Arriviamo a Dingle dove finalmente ci aspetta di nuovo un caldo sole ed uno splendido arcobaleno!
Ci rinfranchiamo con un bel caffè caldo nella veranda del b&b di oggi che gode di una bella vista sulla baia.
Optiamo per una passeggiata in città e un’escursione sulle colline davanti a Dingle dalle quali si può godere di un panorama mozzafiato con la sola compagnia di una moltitudine amichevole di gabbiani.
Ci godiamo il tramonto del sole dietro le ultime nuvole e decidiamo per la cena. Prenotiamo alla Old Smoke House.
Dingle offre innumerevoli divertimenti serali e praticamente tutti i pub (ce ne saranno una trentina) ospitano sessioni di musica tradizionale di altissima qualità.

Se vi capita di passare per Doolin (co. Clare) ricordatevi che oltre alla musica e alla pinta perfetta può capitare di trovare anche degli ottimi ristoranti. Il mio preferito in assoluto è il Lazy Lobster. Il locale è estramamente caldo e accogliente e nonostante alcuni cambi di gestione ha mantenuto un’ottima qualità della cucina.
Non fatevi sfuggire il piatto migliore:
The Very Lazy Lobster ovvero aragoste del giorno ad un prezzo ragionevole servite con burri aromatizzati al peperoncino, al lime e alle spezie irlandesi.
Il ristorante si trova immediatamente davanti al pub McDermotts. Se avete famigliarità con il villaggio di Doolin il McDermotts è l’alternativa degnissima del O’Connors pub e si trova seguendo dall’incrocio tapezzato di indicazioni a sinistra la strada principale.
Buon appetito !
Continua la pubblicazione di alcuni mp3 tratti da vecchie composizioni.
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