P2P in Irlanda: nuove resitrizioni
In Irlanda si sta istaurando un clima molto brutto per il mondo P2P, anzi le lobbies dell’industria musicali, che hanno riportato un grande successo quando uno dei più grossi ISP irlandesi Eircom, ha rinunciato a combattere in tribunale ed ha accettato di disconnettere i propri clienti, colpevoli di violazione dei diritti d’autore, ora voglionoche l’ISP blocchi tutti i siti di file-sharing a cominciare da the Pirate Bay.
La cosa assurda è che almeno nel caso del blocco italiano a Pirate Bay, gli ISP avevano obbedito ad un ordine della guardia di finanza, anche se poi il tribunale del riesame ha deciso di annullare il blocco, invece in Irlanda non c’è nessun provvedimento legale contro Pirate Bay. Si tratta, infatti, di accordi privati fra l’industria musicale e gli ISP mentre i politici, come Ponzio Pilato, si lavano le mani, non volendo essere coinvolti nella vicenda che gli metterebbe contro l’opinione pubblica.
Quindi la situazione è che Eircom bloccherà qualunque sito che verrà segnalato dall‘Irish Recorded Music Association (IRMA) ed accetterà qualunque blacklist, nello stesso tempo le lobbies musicali hanno intimato agli altri ISP di accettare entro sette giorni lo stesso patto, altrimenti saranno citati in tribunale. Ovviamente gli ISP non sono d’accordo e cercano protezione. Non si sa veramente a chi potranno rivolgersi, dato come detto che le forze politiche brillano per la loro assenza, mentre praticamente viene eliminata ogni forma di libertà da internet.
E se poi il sito ha molto materiale libero dai vincoli imposti dal diritto d’autore anche questo verrà bloccato, basta un avviso di infrazione nei confronti del sito. Ciò vorrà anche dire che in Irlanda nessun artista potrà esporre il suo contenuto utilizzando la tecnologia peer to peer in quanto rischia poi che il sito venga disconnesso, in tal modo si distrugge qualunque possibilità per un artista di far conoscere le sue opere al di fuori delle vie ufficiali.
Speriamo realmente che l’opinione pubblica in Irlanda reagisca a queste imposizioni. Se Eircom, infatti, comincerà magari a vedere molti suoi utenti che sciolgono il contratto e passano ad altri ISP che non hanno accettato i dictat dell’IRMA, ossia se riporterà da tutto questo un grosso danno economico, bisognerà vedere se continuerà ad obbedire ciecamente alle imposizioni delle lobbies musicali.

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