Lasciamo il Donegal di buon ora e ci aspetta un lunga strada verso la capitale. La giornata non è bellissima e tutto sommato non ci dispiace spenderla in viaggio.
Ci mettiamo in auto con il ricordo dell’ultima sera trascorsa ancora in Ardara e della cena da Nacy’s Bar, un pub veramente straordinario dove l’atmosfera è talmente amichevole che la prima cosa a cui pensi quando entri è di metterti in ciabatte e scelgelrti una stanza dove rilassarti e passare la serata.
Attraversiamo un tratto di Irlanda del Nord e passiamo da Enniskillen dove ci rinforniamo di carburante ai prezzi ahimè del Regno Unito.
Ci fermiamo per il pranzo a Kells (la città divenuta famosa per il Book of Kells ovvero il codice miniato più antico e prestigioso di tutta la storia irlandese).
Proseguiamo verso Drogheda passando per la valle di Boyle (dove si trova New Grange) e raggiungiamo Dublino sotto un bellissimo sole ed una temperatura così gradevole che ci induce a deviare subito per la spiaggia di Portmarnock.
Siamo a Dublino per la nostra ultima sera in Irlanda.
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Andiamo a cenare nel delizioso 22 Main Street a Killybeegs dove mi concedo tre ostriche come antipasto (divine!) e uno stinco di agnello al forno che sfiora la perfezione.
Cerchiamo un locale dove passare la serata e ci viene in mente che ad Ardara durante il giorno ci eravamo fermati per un caffè alla Corner (public) House che ci era parso il pub più irlandese di tutta la vacanza.
Nonostante la bottoglia di bianco cileno mi metto incoscientemente alla guida verso Aradara che consiste in una strada di sole curve e toranti che si inerpica nel buio totale e nella nebbia verso le montagne per una ventina di chilometri. L’antenna del gps decide di abbandonarmi dopo i primi due.
Lo spettacolo e l’atmosfera che ci attende una volta varcato l’uscio della Corner House è indescrivibile. Siamo gli unici turisti e il pub è pieno in ogni angolo. Alla sinistra entrando otto musicisti di qualità sublime intrattengono il pubblico locale con un repoertorio raffinatissimo che comprende anche degli intermezzi di story-telling.
Il pubblico partecipa vivace e giocoso. Man mano che la gente si accorge della nostra presenza (una macchina fotografica e la giacca antipioggia sono un marchio difficile da celare) si avvicina per salutarci e darci il benvenuto. Il calore umano e la spirito così amichevole ci fanno subito innamorare di questo posto.
La serata trascorre in un tripudio di musica tradizionale, racconti e chiacchere da pub. Una serata davvero indimenticabile. Guido verso St. Johns Point cercando di conservare il più possibile nel cuore i bei momenti da poco vissuti. Mi addormento sempre più convinto di avere sempre trovato in questa terra quello che cerco.
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Ci sevgliamo anche oggi con il favore del sole che purtroppo però ben presto lascia il posto alla nebbia. Ma è giusto così: il Donegal merita di essere visitato, percorso e scoperto anche con questo tempo.
Partiamo verso il cuore del Gaeltacht (la comunità gaelica più forte di tutta la Repubblica d’Irlanda) e, percorrendo strade costiere costellate di spiaggie e colline disseminate di stupende torbiere, raggiungiamo Glencolmcille dove ha sede un centro culturale gaelico molto frequentato.
Sostiamo per il pranzo nell’incantevole An Chistin dove dai tavoli affacciati all’esterno si gode di una bellissima vista sulla spiaggia del villaggio. L’atmosfera qui è davvero quella degli avamposti alla fine del mondo.
Riprendiamo il nostro percorso e con una buona dose di pazienza ci avventuriamo per la sterrata che porta a Fort.
La strada è larga come la nostra auto e terribilmente accidentata. In compenso il panorama che si cela dietro ogni curva e dietro ogni dosso e’ spettacolare.
Torniamo all’interno verso la quasi alpina Adara e poi a Glenties.
In questi percorsi il Donegal mostra il suo lato più selvaggio dove la natura esplode in mille colori e gli animali che la abitano fanno capolino ad ogni angolo.
Stanchissimi ma soddisfatti torniamo verso il b&b di St. Johns Point. Domani sarà l’ultimo giorno di esplorazioni prima del ritorno a Dublino.
Un pò di tristezza comincia a serpeggiare. La cura migliore la troveremo stasera a base di malto
Una nota sull’ospitalità: credo che mai come in questa regione la gente sia estramente cordiale ed amichevole.
Chiunque incontriate vi saluterà. In automobile faranno la gara per lasciarvi la strada. Nei pub non vedranno l’ora di raccontarvi qualche storia o di ascoltarela vostra. In questo senso davvero hai la senzazione di essere alla fine del mondo …

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La penisola che culmina al St. John’s Point offre uno scenario davvero notevole. Percorrendo la stretta strada che dalla statale porta alla cima della penisola si può godere della vista del mare sui tre lati.
Poco prima della fine della strada si incontra sulla sinistra una bellissima spiaggia mai affollata. E’ il posto ideale per un bagno nell’oceano in una giornata calda come questa.
Riprendiamo la strada verso il faro che domina la parte terminale del St. Johns Point costellato di scogliere di roccia tagliente che si perdono nel mare.
E’ una serata bellissima e viaggiando verso Kellybegs per la cena godiamo di un bellissimo tramonto sulla baia.
Domani andremo alla scoperta del Donegal, della sua natura selvaggia, delle sue montagne e delle bellissime spiaggie, dei pescherecci e dei villaggi in cui davvero si parla ancora e solo gaelico.
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Oggi ci attende un lungo viaggio di quasi 300km. Ultima abbondantissima colazione alla Ardmore House (dove ci siamo trovati davvero benissimo!) e di nuovo on the road. La giormata si presenta anche oggi spettacolare tanto che ti potrebbe quasi dubitare di essere davvero in Irlanda.
Ci fermiamo ad ammirare la Kleymore Abbey dalla strada dove si gode un bellissimo panorama anche verso l’altro versante del lago sul quale si affaccia l’abazzia.
Ci inoltriamo nel cuore della contea di Mayo dove il paesaggio tipico del Connemara lascia il posto alle campagne sconfinate. Troviamo pochissimo traffico ed in breve tempo raggiungiamo la vivace e pittoresca Westport. Il tempo di un caffè e ripartiamo verso Sligo.
Ci fermiamo per il pranzo alla Yeats Tavern (nei pressi del cimitero che ospita la tomba del glorioso poeta e scrittore irlandese). La taverna è molto accogliente e mi consente di smaltire un poco del nervoso accomulato durante il viaggio. Mi spiego. Gli irlandesi alla guida sono un esempio secondo me nel mondo di cosa significhi seguire le regole del codice della strada.Nel bene e nel male. Troppo spesso vi troverete ad invocare la fine della riga continua di una strada extraurbana in mezzo al nulla per superare una bmw o una mercedes da 300 cavalli che ligia al dovere procede a 50km / ora.
Viceversa sarete sicuramente vittima di un infarto quando vedrete un trattore puntare nella vostra direazione a 100km / ora su di uno strerrato in riva al mare solo percchè in quel punto qualche disgraziato a suo tempo ha fissato proprio a 100 il limite di velocità. Come dicevo nel bene e nel male. Resta il fatto che solo in Irlanda mi è capitato di superare di cattiveria una ferrari o una porsche mentre ero alla guida di una panda.
Riprendiamo la strada per Donegal Town e da lì a Dunkineely dove poco più avanti troviamo la deviazione che aspettiamo con ansia per St. John’s Point sull’estremità della penisola dove si trova la Sea View House, il b&b che ci ospiterà nei prossimi 3 giorni.
La giornata è davvero spettacolare e quasi quasi abbiamo caldo. Raggiungiamo l’estremità della penisola con un occhio sempre vigile sulla baia sperando di avvistare qualche delfino.
Seaview (co. Donegal)
Ci tenevo a condividere le informazioni su quello che considero il miglior b&b di tutta l’Irlanda. La vista dalle camere lascia davvero senza fiato. Si trova nel Donegal a 20 minuti di auto(stop) da Donegal Town.

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