Il nostro ultimo giorno in Irlanda comincia con la colazione di rito alla Ardmore House. Contiamo di coprire il più velocemente possibile la strada da Clifden a Dublino e goderci le ultime ore sula spiaggia di Portmarnock. Salutiamo la cortesissima Cathline e le confessiamo di non sopportare nemmeno noi (pur essendo italiani) il chiasso di una compagnia di signore mediterranee che hanno letteralmente invaso il b&b.
Ci lasciamo alle spalle la Sky Road e cerchiamo di goderci gli ultimi scorci di oceano mentre il sole sembra deciso a farla da padrone. Raggiungiamo i dintorni della capitale d’Irlanda con largo anticipo (un saluto particolare và al povero Garda in motocicletta che sulla M4 non è riuscito ad estrarre il suo misuratore di velocità portatile mentre gli sfrecciavo davanti a 220Km/h posseduto da una Zafira in grande forma. Mi dispiace amico … sarà per la prossima volta).
Il tempo di un pasto e di un ultima ahimè pinta allo Star di Swords e ci dirigiamo verso Malahide e poi fino allo spiaggione di Portmarnock. La giornata è splendida e ne approfittiamo per una lunga passeggiata sulla sabbia.
Guido verso l’aereporto e mi sento già in balia della nostalgia. Riconsegno la Zafira all’ufficio della Hertz. Ormai ci siamo. Passiamo il check-in, il gate e ci lanciamo in un’interminabile scarpinata fino al’uscita D77. Saliamo sul volo e già si sente troppo parlare italiano. Atterriamo ad Orio al Serio puntuali.
Arrivderci Irlanda
La colazione con i french toast di Lorraine colorano una giornata che ci si presenta piuttosto grigia e carica di pioggia. Dalle finestre della dining room si gode una vista pazzesca su tutte le colline di Doolin, le Cliffs e le isole Arann.
Ci mettiamo in viaggio verso il Connemara non prima di essere passati dalla Clare Jam Company, ovvero il paradiso della marmellata dove è facilissimo cedere ad ogni sorta di tentazione immersi in decine di tipi diversi di jam o di marmelade. Il propietario e vendtore sembra venire direttamente dal passato: di poche parole e con un accento quasi incomprensibile. Esco dal negozio con 8Kg di marmellate e nessuna idea di come portarle in Italia. E’ questo il bello di essere in vacanza … o no ?
Guido attraverso il paesaggio lunare del Burren seguendo la vecchia strada che da Ennis porta a Galway. Oggi la giornata sembra davvero decisa al brutto e quando raggiungiamo il Connemara una rada ma incessante pioggerella ci accompagna fino alla nostra meta lungo la Sky Road. Ci fermiamo per pranzo alla vecchia stazione ferroviaria di Clifden dove
la squisita bontà dei sadwiches è rovinata dal fastidiosissimo chiasso di una compagnia di maleducatissimi italiani che riescono ad oscurare l’affascinante incanto di un luogo d’altri tempi. L’Italia è lontana così come ci sentiamo noi da queste persone. Peccato.
Dopo una breve sosta decidiamo di andare a Roundstone dove la tappa obbligata e’ il Craft Village dove veniamo rapiti dalla straordinaria bellezza dei gioielli, delle porcellene e degli strumenti musicali tipi della tradizione irlandese.
Torniamo a Clifden e ci prepariamo per la cena al Pangur Ban vicino a Letterfrack. Domani è il nostro ultimo giorno interno in Irlanda. Martedì si viaggia verso Dublino dove la magia inizia e finisce, dove lascio una parte di me ogni volta che torno a casa sicurò però di ritrovarla durante il mio prossimo viaggio.
L’atmosfera che si vive in un pub irlandese tradizionale è veramente difficile da descrivere anche se si hanno a disposizione come in questo caso parole, suoni e immagini.
Ieri notte abbiamo trascorso la serata al Mannion’s pub a Cifden. Secondo la mia personalissima esperienza penso che gli ingredienti ci siano stati tutti: musica tradizionale (contanto di cantante suonatore di cucchiai), pescatori locali completamente sbronzi, whiskey a fiumi, turisti maleducati (non me ne vogliano davvero … ma in questo caso si trattava di francesi), risse coreografiche, irruzione dei Gardi e una Dirty Old Town cantata da chiunque fosse dentro e fuori il locale a riportare l’equilibrio cosmico nel pub.
Penso che per un non-irlandese sia difficile comprendere come la scazzottata da pub sia ancora una pratica così diffusa qui. Per onor della cronaca però è necessario chiarire che si tratta di qualcosa di completamente diverso dalla rissa alla quale siamo abituati in italia ad esempio discoteca. Qui le persone vanno avanti per decine di minuti a prendersi in giro in modo assolutamente scherzoso e terribilmente fantasioso “guarda che panzone che hai non riusciresti a sollevare la gonna di tua moglie!” … a cui si risponde “sei talmente ubriaco che se ti cadono i pantaloni non te ne accorgi!” … e così via (mi ricorda tanto il gioco di ambientazione piratesca Monkey Island). Alla scazzottata si arriva quasi per gioco e molto difficilmente si assiste a della vera cattiveria.
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Lasciamo Doolin soddisfatti e come sempre un pò melanconici ma comunque certi che ci torneremo presto. Ripercorriamo il Burren fino a Galway e ci drigiamo subito verso Clifden. La distanza da percorrere oggi è meno del solito e così ci concediamo una generosa sosta al Joann’s Gift Shop. Il negozio vanta una selezione fra le migliori di artigianato e maglieria irlandese. Riprendiamo il viaggio verso Clifden alla ricerca del b&b che ci ospiterà nei prossimi tre giorni che si trova proprio sulla famossima Sky Road.
Raggiungiamo l’Ardmore House con largo anticipo e dopo una piccola siesta esploriamo la Sky Road a piedi.
Il Connemara è un misto di montagne, laghi, vegetazioni rigogliose, terre brulle, spiaggie bianchissime, scogliere impervie … il tutto condito dalla quasi totale assenza di vita umana che personalmente trovo perfetta.
La giornata sembra volgere al meglio (anche se la pioggia oggi ci ha completamente risparmiato). Questa sera ci aspetta la vivacissima vita notturna di Clifden con i suoi pub impeccabili, il profumo della torba e la gente che si riversa per le strade con i bicchieri in mano e tanta tanta allegria.
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