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l’Irlanda e la crisi

ImageFino a pochi anni fà consideravo l’Irlanda una sorta di paese dei balocchi non solo per la stupefacente bellezza dei suoi paesaggi, il calore della sua gente e l’atmosfera magica dei suoi pub ma anche per le meravigliose opportunità che il mercato del lavoro irlandese sapeva offrire. Oggi lo scenario è decisamente cambiato.

La Repubblica irlandese ha scalato i vertici della classifica europea della decrescita.  Per questo motivo è il primo paese dell’Unione Europea a dichiarare ufficialmente lo stato di “recessione” economica.

Per almeno un ventennio la nostra verde Irlanda è stata una delle economie più dinamiche del Vecchio Continente, ma l’inversione di tendenza patita negli ultimi tempi le ha fatto conquistare un primato decisamente poco invidiabile. Con un calo del Pil pari allo 0,5% nel secondo trimestre, che si aggiunge ad un precendete trimestre negativo, la Repubblica irlandese ha scalato i vertici della classifica europea della decrescita diventando il primo Paese dell’area euro ad entrare ufficialmente in recessione.
La retromarcia di Dublino spaventa adesso le principali economie europee che, dopo trimestri, e in alcuni casi anni, di crescita minima rischiano seriamente di piombare nel temuto “ sottozero” alla voce “ andamento Pil”.

Tra le vittime designate, ha ipotizzato il Financial Times, ci sarebbe il G3 continentale costituito da Germania, Francia e Italia.

005 A favorire in modo determinante la recessione irlandese c’è ovviamente la crisi del settore immobiliare e delle costruzioni, il segmento del mercato fisico su cui più di ogni altro pesa la crisi del credito. L’inflazione (ma sarebbe meglio dire “ stagflazione”), la difficoltà di accesso al credito e il calo della domanda stanno producendo una forte contrazione in quello che è tradizionalmente un settore trainante nelle economie emergenti più avanzate.
Ecco i dati di una crisi.  Nel 2007 sono stati realizzati in Irlanda 78mila nuovi edifici confermando così una crescita media del 7%. Alla fine del 2008, invece, non si dovrebbe superare quota 50mila mentre nel 2009 il numero di nuove costruzioni si aggirerà sulle 20mila unità.

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Categorie:Irlanda Tag: , ,
  1. Unzico
    24 marzo 2009 a 10:43 | #1

    e’ finita la pacchia. niente piu’ soldi dalla comunita’ europea ed il paese e’ in ginocchio. il tipico esempio di cattiva gestione dei milioni di euro investiti. tempi duri per gli irlandesi e per tutti quelli che credono l’irlanda sia una scorciatoia per il mondo del lavoro. ormai anche il mito di “vado a imparare l’inglese lavorando in un pub” e’ in calo. e’ sempre stato una legenda per creduloni coltivato da chi vi si e’ arricchito (agenzie e connazionali che richiedono i curricula su vari siti per “raccomandarvi” e pupparsi il bunus). tempi duri, davvero

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