Giusto per divertimento ho deciso di pubblicare la mia personalissima classifica delle cinque cose che mi sono piaciute di più del mio ultimo viaggio e le cinque che mi sono piaciute di meno.
La classifica è solo un gioco e vi assicuro che scegliere i momenti più belli è stato difficilissimo così come capire se ve ne siano stati cinque in qualche modo brutti.
| Best of Ireland 2007 |
| 1 |
Le onde alle scogliere di Doolin |
| 2 |
Le serate alla Corner House di Ardara |
| 3 |
L’aquilone sulle spiagge del Connemara |
| 4 |
L’aragosta del Lazy Lobster |
| 5 |
L’arcobaleno sulla Dingle Bay |
| Worst of Ireland 2007 |
| 1 |
Il prezzo del B&B di Kinsale |
| 2 |
Il prezzo del gasolio in Irlanda del Nord |
| 3 |
La soporifera andatura delle vetture irlandesi sulle strade statali |
| 4 |
La maleducazione di certi turisti europei (preferisco stare sul vago …) |
| 5 |
Tornare in Italia |
Ieri sera abbiamo ceduto al richiamo della vivace vita nottura della capitale e dopo una cena a Swords all’Old Boro ci dirigiamo verso la Temple Bar. L’atmosfera è quella di sempre e per di più siamo a sabato sera e le vie del centro ci popolano di migliaia di persone in cerca della pinta perfetta.
Tentiamo di entrare al Gogarty (un vero tempio della musica tradizionale a Dublino) ma è veramente impossibile varcare la soglia. Dopo una passeggiata per il centro di Temple Bar ci dirigiamo ad uno dei locali notturuni più belli e coreografici della città: lo Zanzibar. La malinconia prende il sopravvento e solo del buon whiskey irlandese riesce in parte a curarla.
Ci svegliamo oggi con la sensazione che qualcosa di veramente speciale stia finendo come al termine di ogni mio soggirono in Irlanda.
Optiamo per un giro veloce di nuovo in centro per gustare gli ultimi attimi di magia al Gogarty e un salto alla distilleria della Jameson.
Il nostro aereo è puntuale e alle 17:40 decolliamo da Dublino mentre il capitano ci assicura che a Bergamo troveremo una splendida serata e 32 caldissimi gradi. Accidenti ! Atterriamo a Bergamo in anticipo rispetto al previsto e ci sorbiamo un’interminabile coda al controllo documenti della dogana dove centiania di persone assiepate transitano davanti ad un unico sonnolento polizziotto. Gli irlandesi si lamentano un pò ed io comincio di nuovo a non sentirmi più a casa. Mi consola solo l’idea che presto tornerò di nuovo in Irlanda.
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Lasciamo il Donegal di buon ora e ci aspetta un lunga strada verso la capitale. La giornata non è bellissima e tutto sommato non ci dispiace spenderla in viaggio.
Ci mettiamo in auto con il ricordo dell’ultima sera trascorsa ancora in Ardara e della cena da Nacy’s Bar, un pub veramente straordinario dove l’atmosfera è talmente amichevole che la prima cosa a cui pensi quando entri è di metterti in ciabatte e scelgelrti una stanza dove rilassarti e passare la serata.
Attraversiamo un tratto di Irlanda del Nord e passiamo da Enniskillen dove ci rinforniamo di carburante ai prezzi ahimè del Regno Unito.
Ci fermiamo per il pranzo a Kells (la città divenuta famosa per il Book of Kells ovvero il codice miniato più antico e prestigioso di tutta la storia irlandese).
Proseguiamo verso Drogheda passando per la valle di Boyle (dove si trova New Grange) e raggiungiamo Dublino sotto un bellissimo sole ed una temperatura così gradevole che ci induce a deviare subito per la spiaggia di Portmarnock.
Siamo a Dublino per la nostra ultima sera in Irlanda.
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La giornata si presenta ancora pittosto nebbiosa e così decidiamo di visitare Londonderry. L’idea di sconfinare in Irlanda del Nord non ci fà impazzire ma la curiosità di vedere la città ci spinge a percorrere il centinaio di chilometri di distanza.
Parcheggiamo l’auto vicino al centro e decidiamo di percorrere a piedi tutta la cinta di mura che avvolge il cuore pulsante della città. L’impressione che ci lascia Derry è molto diversa da quella che ci lasciò Belfast l’anno scorso. Derry è vivace, moderna e a tratti molto inglese ma conserva delle sfumature molto accentuate di Irlanda che la rendono davvero piacevole.
I pub sono favolosi e l’architettura dei loro interni raffinatissima. Le persone che abbiamo incontrato sono state estremamente cortesi e gentili.
La sensazione cambia completamente lasciando il centro e dirigendosi verso il Sunday Bloody Sunday Memorial. Il quartiere è contrassegnato da numerosi murales (simili a quelli di West Belfast) e di scritte inneggianti alla lotta e all’ I.R.A. La nostra memoria corre subito alle canzoni e alla cinematografia che ha trattato il tema dei troubles.
Lasciamo Derry dopo un disguido piuttosto divertente nel pagamento del parcheggio e ci dirigiamo di nuovo in Irlanda (la Repubblica) verso Buncrana.
La spiaggia che si incontra sulla sinistra prima del paese è spettacolare e il sole che ora domina il cielo ci impone una sosta. Proseguiamo per Buncrana dove ci fermiamo per un pranzo decisamente in ritardo.
Torniamo verso Donegal Town e ci fermiamo per un’ultima aquilonata alla spiaggia vicina a Mountcharles. Ci aspetta l’ultima sera in Irlanda lontani da Dublino e dall’aereoporto che ci farà tornare alla realtà.
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Andiamo a cenare nel delizioso 22 Main Street a Killybeegs dove mi concedo tre ostriche come antipasto (divine!) e uno stinco di agnello al forno che sfiora la perfezione.
Cerchiamo un locale dove passare la serata e ci viene in mente che ad Ardara durante il giorno ci eravamo fermati per un caffè alla Corner (public) House che ci era parso il pub più irlandese di tutta la vacanza.
Nonostante la bottoglia di bianco cileno mi metto incoscientemente alla guida verso Aradara che consiste in una strada di sole curve e toranti che si inerpica nel buio totale e nella nebbia verso le montagne per una ventina di chilometri. L’antenna del gps decide di abbandonarmi dopo i primi due.
Lo spettacolo e l’atmosfera che ci attende una volta varcato l’uscio della Corner House è indescrivibile. Siamo gli unici turisti e il pub è pieno in ogni angolo. Alla sinistra entrando otto musicisti di qualità sublime intrattengono il pubblico locale con un repoertorio raffinatissimo che comprende anche degli intermezzi di story-telling.
Il pubblico partecipa vivace e giocoso. Man mano che la gente si accorge della nostra presenza (una macchina fotografica e la giacca antipioggia sono un marchio difficile da celare) si avvicina per salutarci e darci il benvenuto. Il calore umano e la spirito così amichevole ci fanno subito innamorare di questo posto.
La serata trascorre in un tripudio di musica tradizionale, racconti e chiacchere da pub. Una serata davvero indimenticabile. Guido verso St. Johns Point cercando di conservare il più possibile nel cuore i bei momenti da poco vissuti. Mi addormento sempre più convinto di avere sempre trovato in questa terra quello che cerco.
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Ci sevgliamo anche oggi con il favore del sole che purtroppo però ben presto lascia il posto alla nebbia. Ma è giusto così: il Donegal merita di essere visitato, percorso e scoperto anche con questo tempo.
Partiamo verso il cuore del Gaeltacht (la comunità gaelica più forte di tutta la Repubblica d’Irlanda) e, percorrendo strade costiere costellate di spiaggie e colline disseminate di stupende torbiere, raggiungiamo Glencolmcille dove ha sede un centro culturale gaelico molto frequentato.
Sostiamo per il pranzo nell’incantevole An Chistin dove dai tavoli affacciati all’esterno si gode di una bellissima vista sulla spiaggia del villaggio. L’atmosfera qui è davvero quella degli avamposti alla fine del mondo.
Riprendiamo il nostro percorso e con una buona dose di pazienza ci avventuriamo per la sterrata che porta a Fort.
La strada è larga come la nostra auto e terribilmente accidentata. In compenso il panorama che si cela dietro ogni curva e dietro ogni dosso e’ spettacolare.
Torniamo all’interno verso la quasi alpina Adara e poi a Glenties.
In questi percorsi il Donegal mostra il suo lato più selvaggio dove la natura esplode in mille colori e gli animali che la abitano fanno capolino ad ogni angolo.
Stanchissimi ma soddisfatti torniamo verso il b&b di St. Johns Point. Domani sarà l’ultimo giorno di esplorazioni prima del ritorno a Dublino.
Un pò di tristezza comincia a serpeggiare. La cura migliore la troveremo stasera a base di malto
Una nota sull’ospitalità: credo che mai come in questa regione la gente sia estramente cordiale ed amichevole.
Chiunque incontriate vi saluterà. In automobile faranno la gara per lasciarvi la strada. Nei pub non vedranno l’ora di raccontarvi qualche storia o di ascoltarela vostra. In questo senso davvero hai la senzazione di essere alla fine del mondo …

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La penisola che culmina al St. John’s Point offre uno scenario davvero notevole. Percorrendo la stretta strada che dalla statale porta alla cima della penisola si può godere della vista del mare sui tre lati.
Poco prima della fine della strada si incontra sulla sinistra una bellissima spiaggia mai affollata. E’ il posto ideale per un bagno nell’oceano in una giornata calda come questa.
Riprendiamo la strada verso il faro che domina la parte terminale del St. Johns Point costellato di scogliere di roccia tagliente che si perdono nel mare.
E’ una serata bellissima e viaggiando verso Kellybegs per la cena godiamo di un bellissimo tramonto sulla baia.
Domani andremo alla scoperta del Donegal, della sua natura selvaggia, delle sue montagne e delle bellissime spiaggie, dei pescherecci e dei villaggi in cui davvero si parla ancora e solo gaelico.
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Oggi ci attende un lungo viaggio di quasi 300km. Ultima abbondantissima colazione alla Ardmore House (dove ci siamo trovati davvero benissimo!) e di nuovo on the road. La giormata si presenta anche oggi spettacolare tanto che ti potrebbe quasi dubitare di essere davvero in Irlanda.
Ci fermiamo ad ammirare la Kleymore Abbey dalla strada dove si gode un bellissimo panorama anche verso l’altro versante del lago sul quale si affaccia l’abazzia.
Ci inoltriamo nel cuore della contea di Mayo dove il paesaggio tipico del Connemara lascia il posto alle campagne sconfinate. Troviamo pochissimo traffico ed in breve tempo raggiungiamo la vivace e pittoresca Westport. Il tempo di un caffè e ripartiamo verso Sligo.
Ci fermiamo per il pranzo alla Yeats Tavern (nei pressi del cimitero che ospita la tomba del glorioso poeta e scrittore irlandese). La taverna è molto accogliente e mi consente di smaltire un poco del nervoso accomulato durante il viaggio. Mi spiego. Gli irlandesi alla guida sono un esempio secondo me nel mondo di cosa significhi seguire le regole del codice della strada.Nel bene e nel male. Troppo spesso vi troverete ad invocare la fine della riga continua di una strada extraurbana in mezzo al nulla per superare una bmw o una mercedes da 300 cavalli che ligia al dovere procede a 50km / ora.
Viceversa sarete sicuramente vittima di un infarto quando vedrete un trattore puntare nella vostra direazione a 100km / ora su di uno strerrato in riva al mare solo percchè in quel punto qualche disgraziato a suo tempo ha fissato proprio a 100 il limite di velocità. Come dicevo nel bene e nel male. Resta il fatto che solo in Irlanda mi è capitato di superare di cattiveria una ferrari o una porsche mentre ero alla guida di una panda.
Riprendiamo la strada per Donegal Town e da lì a Dunkineely dove poco più avanti troviamo la deviazione che aspettiamo con ansia per St. John’s Point sull’estremità della penisola dove si trova la Sea View House, il b&b che ci ospiterà nei prossimi 3 giorni.
La giornata è davvero spettacolare e quasi quasi abbiamo caldo. Raggiungiamo l’estremità della penisola con un occhio sempre vigile sulla baia sperando di avvistare qualche delfino.
L’atmosfera che si vive in un pub irlandese tradizionale è veramente difficile da descrivere anche se si hanno a disposizione come in questo caso parole, suoni e immagini.
Ieri notte abbiamo trascorso la serata al Mannion’s pub a Cifden. Secondo la mia personalissima esperienza penso che gli ingredienti ci siano stati tutti: musica tradizionale (contanto di cantante suonatore di cucchiai), pescatori locali completamente sbronzi, whiskey a fiumi, turisti maleducati (non me ne vogliano davvero … ma in questo caso si trattava di francesi), risse coreografiche, irruzione dei Gardi e una Dirty Old Town cantata da chiunque fosse dentro e fuori il locale a riportare l’equilibrio cosmico nel pub.
Penso che per un non-irlandese sia difficile comprendere come la scazzottata da pub sia ancora una pratica così diffusa qui. Per onor della cronaca però è necessario chiarire che si tratta di qualcosa di completamente diverso dalla rissa alla quale siamo abituati in italia ad esempio discoteca. Qui le persone vanno avanti per decine di minuti a prendersi in giro in modo assolutamente scherzoso e terribilmente fantasioso “guarda che panzone che hai non riusciresti a sollevare la gonna di tua moglie!” … a cui si risponde “sei talmente ubriaco che se ti cadono i pantaloni non te ne accorgi!” … e così via (mi ricorda tanto il gioco di ambientazione piratesca Monkey Island). Alla scazzottata si arriva quasi per gioco e molto difficilmente si assiste a della vera cattiveria.
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